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1. Quando e perché si raccomanda il cateterismo intermittente?

Il cateterismo intermittente è considerato un metodo sicuro ed efficace che consente ai pazienti di essere indipendenti migliorando sensibilmente la loro qualità di vita. Negli ultimi anni, il cateterismo intermittente è diventato la terapia d’elezione per il trattamento dei pazienti con disfunzione vescicale neurogena che soffrono di patologie quali paraplegia, spina bifida o sclerosi multipla.

Il cateterismo viene attivato solo dopo un’attenta valutazione da parte del medico di tutti gli aspetti del quadro patologico del paziente.

2. Come viene praticato il cateterismo intermittente nei bambini?

Nei bambini con disfunzione vescicale neurogena il catetere può essere introdotto da un Care Giver (genitore/tutore o professionista sanitario), ponendo sempre attenzione a osservare le norme per il corretto cateterismo asettico. Il Care Giver dovrà chiedere informazioni al medico o al professionista sanitario che spiegherà e dimostrerà praticamente la corretta procedura di cateterismo. Con un’attenta formazione, i genitori/tutori saranno in grado di praticare il cateterismo.

Nei neonati e nei bambini piccoli, si usano generalmente cateteri da 2,0 - 2,7 mm (Ch06 - Ch08).

3. Quante volte al giorno devo cateterizzare?

Una vescica sana si svuota regolarmente circa 5-6 volte al giorno. La frequenza della cateterismo dipende dal soggetto e da fattori quali la quantità di liquidi introdotti, le condizioni atmosferiche, altre terapie prescritte e la specifica causa del cateterismo. Sarà comunque il professionista sanitario di riferimento a indicare la frequenza del cateterismo.

4. Quanto devo bere durante la giornata?

Dipende dal proprio grado di attività e da quanto fa caldo. In generale, la quantità consigliata è di circa 1,5 litri al giorno. È consigliabile evitare le bevande contenenti caffeina, quali tè e caffè.

5. Che cosa devo fare se ho difficoltà a inserire il catetere?

Mettersi in una posizione comoda, provare a rilassarsi e attendere qualche minuto prima di riprovare. Alcune persone trovano utile fare un bagno per rilassarsi. Se non si riesce a inserire il catetere da soli, contattare il proprio professionista sanitario di riferimento.

6. Che cosa devo fare se ho difficoltà a rimuovere il catetere?

Aspettare un attimo prima di riprovarci e cercare di non essere tesi. Talvolta, tossire può aiutare a liberarsi dal catetere.

7. Ci sono dei segnali ai quali devo fare attenzione?

La vescica non deve diventare troppo piena. Occorre, dunque, porre attenzione ai seguenti sintomi:

  • Parte bassa dello stomaco gonfia e dolente
  • Mal di testa
  • Sudorazione e sensazione di calore

8. Che cosa devo fare se dal catetere non esce urina?

Se non si verifica il drenaggio dell’urina, rimuovere il catetere e provarne uno nuovo. Accertarsi di inserire il catetere nel posto giusto. Se il drenaggio continua a non verificarsi e si avverte la vescica piena, contattare il proprio professionista sanitario di riferimento.

9. Qiali sono le possibili complicanze del cateterismo intermittente?

Una delle complicanze più comuni è l’infezione del tratto urinario. Può verificarsi anche la presenza di sangue nelle urine, sanguinamento dell’uretra o difficoltà nell’uso del catetere. Se si verifica una di tali condizioni, contattare uno dei professionisti sanitari di riferimento.

Segue una lista dei sintomi che possono indicare la presenza di un’infezione urinaria:

  • Bruciore
  • Febbre
  • Sintomi febbrili
  • Urine torbide e maleodoranti

Nel caso in cui si verifichino i sintomi sopra indicati, contattare il proprio professionista sanitario di fiducia e aumentare l’introito di liquidi.