Sicurezza  in pediatria 

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Pensiamo in grande per i più piccoli 

La pediatria rappresenta solo una piccola parte dell’ospedale e delle degenze (circa il 5%), ma la criticità è alta, sia per i rischi insiti nel trattare un bambino o un neonato, sia per l’alta attenzione che riceve, non solo dalle famiglie e dalle comunità, ma dall’intera opinione pubblica.

Il Gruppo B. Braun investe e crede nella pediatria, si impegna infatti con investimenti specifici in R&S, in studi clinici e in tecnologie produttive dedicate che hanno dato origine a quello che oggi rappresenta il portfolio più ampio e specialistico di soluzioni studiate su misura per neonati, bambini e adolescenti. Sono oltre 1.000 le referenze di prodotto sviluppate appositamente per la pediatria e la neonatologia: procedure e prodotti per gli accessi vascolari, strumenti per l’approccio chirurgico mini-invasivo, dispositivi medici per il trattamento delle lesioni sia acute che croniche, farmaci con indicazione pediatrica e con dosaggi specifici per la fluidoterapia, soluzioni per la nutrizione parenterale, l’analgesia e l’anestesia loco-regionale.

Un ventaglio di soluzioni integrabili in pacchetti procedurali per la cura in sicurezza del bambino e del neonato, anche nelle criticità dei nati prematuri. 

La prevenzione dei rischi, valore che guida tutte le soluzioni B. Braun, risulta particolarmente rilevante in pediatria poiché l’impatto dell’incompatibilità tra farmaci o contaminazioni microbiche può essere fatale per pazienti così piccoli. Alcuni tra i rischi più rilevanti sono:

Un volume di aria, anche molto piccolo, che potrebbe risultare molto dannoso per i pazienti pediatrici e potrebbe causare cambiamenti fisiologici.

A causa della molteplicità di trattamenti a cui sono sottoposti, bambini e neonati sono maggiormente a rischio di potenziali reazioni avverse derivanti dalla farmacoterapia.

Durante l’ospedalizzazione infatti il 41% delle possibili incompatibilità tra farmaci potrebbe avere esiti fatali su pazienti pediatrici.

 

I pazienti pediatrici, a causa della loro condizioni fisiologiche come la struttura corporea, le fasi della crescita e le difficoltà di comunicazione, sono ad elevato rischio di errore terapeutico. La popolazione pediatrica fa registrare infatti una maggiore incidenza di errori terapeutici (31%) rispetto alla popolazione adulta (13%). 

Bambini, ma soprattutto neonati e nati prematuri con un debole sistema immunitario e una diminuita assunzione di anticorpi materni, sono a rischio più elevato di infezioni del sangue, come quelle correlate al catetere vascolare (CR-BSI). Un ulteriore rischio di infezione può derivare da lesioni cutanee croniche, come quelle da pressione, che una lunga degenza o una non corretta disinfezione delle culle termiche può causare in una cute così fragile.

La contaminazione particellare nella terapia endovenosa (es. particelle di vetro prodotte all’apertura delle fiale) potrebbe causare seri danni in pazienti neonatali e pediatrici. Un’infusione contaminata da particolato in bambini con una malattia di base può causare il blocco meccanico dei vasi e dare origine ad un granuloma polmonare da corpo esterno.

I neonati prematuri in terapia intensiva, sottoposti a molteplici procedure mediche, possono essere esposti a concentrazioni maggiori di DEHP (plastificante utilizzato nella produzione del PVC) rispetto agli adulti, in rapporto al peso corporeo. Tale esposizione, a dosi elevate, può indurre a tossicità riproduttiva.

E' la maggiore complicanza nella puntura lombare nei bambini, con un’incidenza dell’11% (10-12 anni) e del 50% (13-18 anni). L’incidenza del PDPH aumenta con l’età.

Bibliografia

Descrizione Documento Link

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