LA CRISI DEGLI ANTIBIOTICI

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È ora di svegliarsi!

La portata del problema è enorme ed allarmante. La minaccia è reale e rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria globale: il momento di agire è adesso!

La crisi degli antibiotici: come si sviluppa la resistenza, come si diffonde e quale ruolo giochiamo tutti - cosa significa tutto questo in modo specifico oggi e domani.

Cosa ci dicono i principali esperti del settore, quali sono le alternative e le soluzioni più appropriate su cui i ricercatori stanno attualmente lavorando per sfidare e combattere i patogeni resistenti. Scienziati, governi e organizzazioni globali stanno raccogliendo dati, tentando di formulare regole e piani d'azione, implementando programmi per frenare la resistenza agli antibiotici e le sue conseguenze.

La lotta è già iniziata, e la battaglia deve ancora essere vinta. Per evitare di ricadere nel Medioevo medico, dove ogni infezione sarebbe potenzialmente una condanna a morte, ognuno di noi deve essere consapevole della propria responsabilità e affrontarla.

È ora di svegliarsi. Questo è il nostro motto!

Il problema della resistenza agli antibiotici

Cosa significa "resistenza agli antibiotici"? Immagina un paziente gravemente malato in ospedale, affetto da un patogeno che non può essere debellato da nessun antibiotico noto all'uomo, questa immagine è tristemente vera, ma è solo una parte dell'immagine stessa. In realtà, la resistenza agli antibiotici - o resistenza antimicrobica, che come termine più ampio comprende la resistenza causata da altri microbi come parassiti, virus e malattie fungine - provoca danni che vanno ben oltre i confini dell'ospedale. È un problema sociale a livello globale che prima o poi colpirà tutti noi se non agiamo insieme per fermarlo. 

„Questo è un problema serio che ci riguarda adesso, che causa moltissime vittime. Se non agiamo ora, una terribile apocalisse post-antibiotica si abbatterà su di noi!“

– Professor Dame Sally Davies, Chief Medical Advisor to the UK government

Che cosa è la resistenza agli antibiotici?

Gli antibiotici sono medicinali usati per prevenire e curare le infezioni batteriche. Gli antibiotici prendono di mira, attaccano e uccidono la maggior parte dei batteri.

Non hanno come bersaglio i virus e sono quindi completamente inutili per le infezioni virali, come il comune raffreddore.

In molti casi, i medici hanno esaurito del tutto le opzioni: nell'Unione europea, ad esempio, gli esperti hanno stimato che circa 33.000 persone muoiono ogni anno come conseguenza diretta di un'infezione batterica resistente agli antibiotici. (https://ecdc.europa.eu/en/news-events/33000-people-die-every-year-due-infections-antibiotic-resistant-bacteria). 

„In poche parole, se non affrontiamo questo problema ora, non saremo più in grado di trattare le infezioni più comuni in futuro. Alcuni tipi di batteri che causano gravi infezioni negli esseri umani hanno già sviluppato una resistenza alla maggior parte dei trattamenti disponibili.“

– Dr. Marc Sprenger, Director WHO Antimicrobial Resistance Secretariat

In ambiente ospedaliero, gli agenti patogeni che sviluppano resistenza agli antibiotici vengono talvolta definiti "superbatteri" (probabilmente perché ci vuole uno sforzo sovrumano dei medici per sbarazzarsene). Sono state identificate due cause principali di resistenza agli antibiotici: uso improprio (ad esempio contro le infezioni virali negli esseri umani) e uso eccessivo (ad esempio in agricoltura).

Come i batteri diventano resistenti agli antibiotici?

I batteri possono divenire resistenti agli antibiotici in diversi modi. Alcuni batteri possono "neutralizzare" un antibiotico modificandolo in modo da renderlo innocuo, alcuni hanno imparato come espellere un antibiotico all’esterno della membrana cellulare prima che possa causare danni, altri possono cambiare la loro struttura esterna in modo che l'antibiotico non possa nemmeno attaccarsi e penetrare all’interno della membrana cellulare.

Quando un batterio diventa resistente agli antibiotici, può moltiplicarsi e sostituire tutti i batteri che erano stati precedentemente uccisi. L'esposizione agli antibiotici fornisce quindi la cosiddetta "pressione selettiva", che aumenta le probabilità che i batteri sopravvissuti siano resistenti. E l'abuso di antibiotici, ad esempio quando prescritti per un comune raffreddore virale, accelera questo processo.

Come si diffonde?

La diffusione della resistenza agli antibiotici è un circolo vizioso che coinvolge uomini e animali. La scarsa igiene, l'abuso di antibiotici giocano un ruolo fondamentale.

Quali sono le conseguenze?

Il problema della resistenza agli antibiotici ha preoccupato gli esperti più o meno da quando sono stati scoperti. Negli ultimi anni il problema è diventato una realtà, significativi cambiamenti sono necessari a livello globale, in ​​tutto il mondo.

Questi sono i dati oggi. Inoltre, i ricercatori hanno stimato come la resistenza agli antibiotici, e le sue conseguenze di malattie e decessi, influenzerebbero la popolazione mondiale. E’ stato scoperto che, rispetto a un mondo senza resistenza agli antibiotici, la popolazione mondiale in età lavorativa diminuirebbe drasticamente e la perdita del prodotto interno lordo sarebbe significativa.

„La portata e la natura di questa minaccia economica potrebbero spazzare via i guadagni di sviluppo duramente combattuti, portarci lontano dai nostri obiettivi di porre fine alla povertà estrema e aumentare la prosperità condivisa.“

– Jim Yong Kim, Former President of the World Bank Group

Quindi il nostro destino è già predefinito? No, se ognuno di noi si assumerà la responsabilità di adottare misure per migliorare la situazione.

Perché è così difficile sviluppare nuovi farmaci?

Dagli anni '60 agli anni '80, le aziende farmaceutiche hanno cercato di contrastare il problema sviluppando nuovi antibiotici.

Tuttavia, negli ultimi anni, sono stati sviluppati sempre meno antibiotici, riducendo costantemente il numero di alternative che possono essere utilizzate per trattare i patogeni che sviluppano continuamente nuove resistenze. L'industria farmaceutica, sia aziende che istituti, è quindi chiamata a rinnovare i propri sforzi per sviluppare nuovi antibiotici attivi nei confronti di questi patogeni.

La buona notizia è che alcune aziende farmaceutiche hanno fatto proprio questo. Inoltre, i ricercatori stanno più che mai esplorando alternative agli antibiotici e i governi di tutto il mondo si sono uniti nella battaglia contro la resistenza globale agli antibiotici.

Soluzioni mediche per la resistenza agli antibiotici

La questione dovrebbe essere semplice. Sicuramente, se un antibiotico non funziona più, dovrebbe essere abbastanza facile svilupparne uno nuovo…sfortunatamente, la situazione, per quanto riguarda gli antibiotici, è un po’ più complicata. 

„Stiamo già assistendo a infezioni resistenti a tutti gli antibiotici - questo è ben noto. Pertanto, dobbiamo lavorare duramente per salvaguardare i farmaci che sono fondamentali per la salute umana e facilitare la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci.“

– Dr. Marc Sprenger, Director WHO Antimicrobial Resistance Secretariat

Si può definire un'antica partita a ping-pong tra batteri e scienza: ogni volta che gli scienziati hanno sviluppato o inventato un nuovo farmaco, i batteri hanno risposto con adattamenti che consentono loro di diventare resistenti, fino all'arrivo del farmaco successivo.

Questi adattamenti possono assumere una varietà di forme.

Nuovi antibiotici: battute d'arresto e successi

Negli ultimi anni, gli scienziati si sono concentrati sul tentativo di sviluppare nuovi antibiotici, alcuni dei quali hanno avuto più successo di altri. Ad esempio, nel 2015 i ricercatori hanno messo da parte la scoperta di due nuovi antibiotici: si pensava che la gulmirecina e la disciformicina A e B fossero molto efficaci contro alcuni batteri già resistenti a determinati antibiotici. Sfortunatamente il successo di questi due antibiotici è stato infondato, poiché da allora non sono stati pubblicati nuovi studi su questo argomento. 

Tuttavia, un altro antibiotico, scoperto anch'esso nel 2015 e chiamato teixobactina, è stato appena utilizzato con successo per trattare le infezioni nei topi (gli studi sugli animali sono sempre il primo passo prima di testare i farmaci sugli esseri umani). I ricercatori sperano che la teixobactina possa essere disponibile come farmaco tra sei e dieci anni.

E ancora un altro farmaco antibiotico, la malacidina ("mal" = cattivo, "cide" = uccidere), sembra essere in grado di penetrare le pareti cellulari del temuto agente patogeno MRSA (Hover BM et al, Nature Microbiol 2018; 3: 415-422). Il team scientifico sta ora lavorando per rendere disponibile la malacidina per la produzione di massa, che potrebbe richiedere, però, del tempo.

Rompere la resistenza

Oltre ai nuovi antibiotici, gli scienziati stanno esaminato anche altre opzioni. Ad esempio, i composti "adiuvanti" non antibiotici, noti anche come "interruttori della resistenza" o "potenziatori antibiotici", possono essere somministrati insieme all'antibiotico. Agiscono per bloccare la resistenza o per aumentare la forza dell'antibiotico. Questi farmaci possono essere nuovi o già esistenti. Finora sono stati sviluppati tre tipi principali di adiuvanti antibiotici ed i loro nomi riflettono accuratamente i loro metodi di azione (Gonzáles-Bello C, Bioorg Med Chem Lett 2017; 27: 4221-4228: inibitori della beta-lattamasi, inibitori della pompa di efflusso e membrana esterna permeabilizzanti.)

Virus che si nutrono di batteri

Un'altra opzione è la cosiddetta terapia fagica che utilizza i "batteriofagi", fondamentalmente si tratta di virus che mangiano i batteri. Per 100 anni si sono dimostrati efficaci nel trattamento di ferite o infezioni, ma con il crescente predominio degli antibiotici, la terapia fagica è caduta in disuso. La loro produzione è elaborata ed è complicato brevettare i fagi: perché proprio come i batteri stanno cambiando, è anche necessario che cambino i virus che li combattono, si dovrebbero sviluppare “nuove fagi- terapie”.

Ciò potrebbe, tuttavia, cambiare con la crisi degli antibiotici: i ricercatori dell'Europa orientale, dove i fagi sono studiati più intensamente e ancora in uso, hanno iniziato a lavorare a stretto contatto con scienziati americani con l’obiettivo di sviluppare trattamenti più promettenti contro i batteri tramite l’utilizzo della fago-terapia.

Recentemente, i ricercatori dell'University College di Londra stanno studiando la possibilità di sfruttare i virus per combattere le infezioni batteriche. Hanno progettato un virus artificiale in grado di uccidere i batteri in pochi minuti, attaccando il batterio nel suo insieme a differenza degli antibiotici che prendono di mira una singola struttura all'interno della cellula batterica (De Santis et al, Nature Communications 2017; 8: 2263). Attraverso questa modalità di azione i batteri avrebbero meno probabilità di diventare resistenti.