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Infezioni del sito chirurgico: l’importanza della preparazione preoperatoria del paziente prima dell’intervento chirurgico

Le infezioni del sito chirurgico sono delle infezioni che si verificano entro 30 giorni dall’intervento chirurgico o entro 1-2 anni in seguito alla procedura chirurgica di impianto come gli interventi di artroplastica del ginocchio o dell’anca. [1]

Le SSIs possono essere superficiali, se interessano la cute o il tessuto sottocutaneo dell’incisione, profonde se coinvolgono la fascia muscolare o organo/spazio se si manifestano in qualsiasi altro sito anatomico aperto o manipolato nel corso dell’intervento chirurgico [2].

Anche se le cause delle infezioni del sito chirurgico (SSI) sono ampiamente note, queste infezioni rimangono un problema irrisolto nel mondo medico. La probabilità che si sviluppi una SSI è il risultato di una complessa interazione tra caratteristiche del microrganismo, caratteristiche del paziente e caratteristiche intrinseche all’intervento.

Gli errori si verificano ancora comunemente lungo il percorso di trattamento, prima, durante e dopo l'intervento chirurgico.

Dati di epidemiologia affermano che le SSIs rappresentano circa il 16-20% di tutte le infezioni correlate all’assistenza (ICA).

Considerando i principali interventi chirurgici sul territorio mondiale, significa che una media di 8.280.000 pazienti sviluppano una SSI in un anno e si stima che i dati reali siano 3 - 5 volte più alti.

Dati di letteratura indicano che il 77% dei decessi in seguito ad un intervento chirurgico è da imputare allo sviluppo di una SSI [3]. 

Nella maggior parte delle SSIs i patogeni responsabili provengono dalla flora microbica endogena del paziente, ma un numero sempre maggiore di SSIs è dovuta a microrganismi multiresistenti quale, ad esempio, lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), che provoca un aumento della mortalità pari al 5% [4].

Nell’ambito delle strategie da adottare per la prevenzione delle SSIs è importante sottolineare la necessità di utilizzare tutte le soluzioni tecnologiche per ridurne l’incidenza.

Ridurre l'incidenza delle infezioni attraverso un'accurata decolonizzazione è proprio l'obiettivo della linea Prontoderm® di B. Braun, quattro tipologie di prodotto (schiuma, salviette, gel nasale, collutorio) a base di Poliesanide (PHMB) efficaci nel trattamento antisettico di tutto il corpo e la decolonizzazione di cute e cavità naso-faringea.

Un recente studio ha valutato l’impatto di una soluzione antimicrobica per il trattamento di decolonizzazione del sito chirurgico a base di Poliesanide (Prontoderm® e ProntOral®) in soggetti sottoposti ad artroplastica dell’anca e del ginocchio.

Il trattamento a base di Prontoderm® e ProntOral® si è rivelato sicuro ed efficace nella riduzione dell'incidenza di infezioni del sito chirurgico postoperatorio (SSI). La Poliesanide riduce il tasso di infezione nei pazienti colonizzati da S. aureus sottoposti ad artroplastica [5].

Oltre all’impatto in termini di aumento di morbilità e mortalità, le SSIs hanno un effetto notevole sulle risorse sanitarie. Infatti, i pazienti che sviluppano una SSIs necessitano di un periodo più lungo di ospedalizzazione di circa 6,5 giorni e di cure ulteriori che pesano sul bilancio economico degli ospedali.

Ecco perché noi di B. Braun abbiamo sviluppato il B. Braun SSI Pathway.

The B. Braun SSI patway

The B. Braun SSI pathway

Alla base del percorso ci sono le linee guida sulla prevenzione delle SSIs stabilite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), la Commissione tedesca per l'igiene ospedaliera e la prevenzione delle infezioni (KRINKO) e il British National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Pubblicati tra novembre 2016 e aprile 2019, si basano su approcci metodologici diversi, su prove consolidate e buone pratiche. Insieme ai principali esperti abbiamo utilizzato queste raccomandazioni combinandole in 24 misure basate sull'evidenza e cruciali per prevenire le SSI lungo il percorso del paziente.

Seguendo la propria esperienza di SSI all'interno della sua famiglia, l'esperta di B. Braun Susanne Hellmich-Amendt, che ha svolto un ruolo importante nello sviluppo del percorso, conclude: “Abbiamo le prove, sappiamo cosa fare. Adesso facciamo il cambiamento".

Tutto ciò che serve è un focus collettivo e la volontà di apportare alcune piccole modifiche alla pratica chirurgica quotidiana. AFFIDATI A B BRAUN TI SUPPORTIAMO CON LE NOSTRE CONOSCENZE E COMPETENZE.

 

(1) Sands K., Vineyard G., Platt R. Surgical site infections occurring after hospital discharge. J. Infect. Dis. 173 (4): 963-970, 1996

(2) Mangram A.J., Horan T.C., Pearson M.L., et al. The Hospital Infection Control Practices Advisory Committee. Guideline for prevention of surgical site infection. Infect. Control Hosp. Epidemiol. 20: 250-278, 1999

(3) Thomas G Weiser et al. An estimation of the global volume of surgery: a modelling strategy based on available data. The Lancet. 2008 Jul 12;372(9633):139-44

(4) Noskin G.A., Rubin R.J., Schentag J.J., et al. The burden of Staphylococcus aureus infections on hospitals in the United States: an analysis of the 2000 and 2001 Nationwide Inpatient Sample Database. Arch. Intern. Med. 165 (15): 1756-1761, 2005

(5) Björn Wandhoff, Christin Schröder, Ulrich Nöth, Robert Krause, Burkhard Schmidt , Stephan David, Eike‑Eric Scheller, Friedrich Jahn, Michael Behnke, Petra Gastmeier and Tobias Siegfried Kramer. Effcacy of universal preoperative decolonization with Polyhexanide in primary joint arthroplasty on surgical site infections. A multicenter before-and after-study. Antimicrob Resist Infect Control (2020) 9:188https://doi.org/10.1186/s13756-020-00852-0

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