Terapia del dolore Ortopedia e traumatologia

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Terapia del dolore nella chirurgia ortopedica e traumatologica

L’area terapeutica di ortopedia e traumatologia si occupa della casistica che va dalla frattura singola a quelle multiple, fino alle lesioni muscolo scheletriche più gravi.
La gamma delle procedure è ampia e comprende, per esempio, la protesi di ginocchio e di anca sia per lesioni traumatiche che per artrosi degenerativa,  l’intervento chirurgico per ernia del disco,  scoliosi e ogni tipo di frattura ossea.  

Prescrizione

Prescrizione

Per controllare efficacemente il dolore riducendo allo stesso tempo il consumo di oppiacei e i relativi effetti collaterali, l'approccio multimodale è fondamentale in un processo di terapia peri-operatoria per i pazienti che si sottopongono a chirurgia ortopedica e traumatologica.
La scelta del metodo anestetico e/o di terapia antalgica più adeguati dipende dalla diagnosi del paziente, dalle sue condizioni, dalle preferenze e dall’approccio terapeutico.
In caso di trauma, può essere indicata una combinazione di tecniche di anestesia generale, che consentono al chirurgo di reagire tempestivamente sia situazioni impreviste che all’insorgenza di complicanze, insieme alle tecniche di trattamento in continuo del dolore post-chirurgico. Nella chirurgia elettiva, soprattutto agli arti superiori e inferiori (es. protesi del ginocchio), sono considerate più indicate le tecniche di anestesia loco regionale, come il blocco neuroassiale e/o il blocco dei nervi periferici.

Gli anestetici locali prevengono o alleviano il dolore interrompendo la conduzione nervosa.  

Gli anestetici locali possono essere divisi in tre categorie: a breve durata (45-90 minuti), a durata intermedia (90-180 minuti) e a lunga durata (4-18 ore) e sono principalmente usati nelle procedure di anestesia loco regionale. Il ruolo e la diffusione dell’anestesia loco regionale sono in continua crescita ed è sempre più evidente che l’outcome del paziente migliora in modo considerevole.

Accesso

Accesso

In base al tipo di anestesia prescelto si deciderà che tipo di accesso utilizzare.  Per esempio, i cateteri venosi periferici sono utilizzati per l’anestesia generale, gli aghi spinali e peridurali sono indicati per l’anestesia neuroassiale e gli aghi per il blocco nervoso periferico per l’anestesia del plesso. L’acceso ai nervi periferici è possibile attraverso aghi single shot o cateterini, che garantiscono una gestione del dolore post-operatorio continua per molti giorni.
Oltre ai percorsi descritti sopra, l’accesso venoso periferico è indicato per la gestione della terapia infusionale integrativa e per avere un’ulteriore opzione di accesso in caso di emergenza.

Preparazione

Preparazione

La preparazione dipende dal tipo di anestesia e/o terapia analgesica. In generale, è necessario scegliere il farmaco,  i dispositivi medici e apparecchiature (per es. ecografo e stimolatore nervoso) necessari per l’intervento.
E’ possibile utilizzare anche kit procedurali specifici, che contengono tutti i prodotti necessari per lo svolgimento dell'anestesia, con lo scopo di ottenere un’organizzazione più sicura ed efficiente della procedura.
A meno che non si abbia a disposizione un farmaco pronto all’uso, si devono eseguire le procedure di preparazione per trasferirlo nei contenitori adeguati per la la somministrazione in siringa o pompa elastomerica. Se prendiamo come esempio il Propofol questo è disponibile in flaconi di vetro e dunque deve essere aspirato nella siringa: è necessario valutare quindi i rischi potenziali relativi alla formazione di frammenti di vetro e/o contaminazione.
Completa la procedura di preparazione il corretto posizionamento del paziente, un prerequisito fondamentale per inserire correttamente gli aghi e i cateteri durante il blocco dei nervi periferici e neuro assiale.

Applicazione

Applicazione

Per un’applicazione il più efficace possibile delle tecniche di anestesia è fondamentale trovare il sito di inserimento e la via di accesso migliori. Per semplificare questo processo, esistono tecnologie e metodiche specifiche:

◾Tecnologie di flashback per i cateteri venosi periferici e gli aghi spinali
◾Posizionamento dei cateteri venosi centrali ecoguidati e controllati mediante tecnica ECG
◾Tecnica della perdita di resistenza nell’anestesia epidurale
◾ Triplo monitoraggio con ecografo, elettroneurostimolatore e dispositivo di controllo della pressione di iniezione nei blocchi nervosi periferici
◾Algoritmi farmacocinetici TCI disponibili nelle pompe siringa, che aiutano a prevenire gli errori e a gestire in modo più efficace l’anestesia

Dimissione

Dimissione

Esistono metodi efficaci per continuare la gestione post-operatoria del dolore, che consentono di ottenere una rapida mobilizzazione del paziente dopo l’intervento, con importanti conseguenze sulla prognosi e sulla dimissione dall’ospedale.
In caso di blocco continuo dei nervi periferici o infiltrazione della ferita con cateteri, tramite le pompe elastomeriche monouso portatili, è possibile somministrare l’anestetico necessario al paziente, anche in regime di terapia domiciliare.

 

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